Il più severo tabù a Natale: niente felicità e vi farete del male da soli
Non si inizia l\'anno nuovo senza salutare il vecchio nel modo giusto: vademecum delle superstizioni italiane da conoscere e seguire, \"perché non si sa mai\".
Cose da non fare l’ultimo dell’anno
13 a tavola? Mai e poi mai. Questa scaramanzia, collegata alla tradizione cattolica dell’ultima cena, fa si che si eviti una tavolata che porti sfortuna.
Un grande NO anche a granchi e gamberi: camminano all’indietro e quindi simboleggiano regresso.
Invitare ospiti il venerdì. Quest’anno, per non farci mancare nulla, la notte di San Silvestro cade proprio di venerdì. Ma rimaniamo scettici, non scoraggiamoci e mangiamoci su. Peggio di così non può andare. Però il venerdì sarebbe proprio un giorno nefasto per fare grandi cene o pranzi perché, sempre per la tradizione cattolica, è il giorno in cui Gesù Cristo morì sulla croce.
Posare il pane capovolto sul tavolo: non deve succedere. Pare che le fortune della tavolata in questione andrebbero in senso esattamente contrario. Quindi ricordate di girare il pane, se fosse necessario.
Quali sono le scaramanzie più assurde
Non hanno necessariamente un legame con il cenone di Capodanno ma sono altrettanto propiziatorie, perché “non si sa mai”.
Bruciare una banconota: il valore non è importante, possiamo sceglierlo noi, basta che venga bruciata in un portacenere insieme a tre lenticchie. In alcune parti del mondo, è usanza mangiare una banconota, o almeno masticarla…
Non fare il bucato: almeno fino al 2 gennaio, perché secondo alcune usanze, chi fa il bucato il primo gennaio rischia di lavare via la fortuna.
Portare una valigia vuota: per gli amanti dei viaggi, è usanza - specialmente in Colombia - portare con sé una valigia vuota, basta fare un giro anche del quartiere.
Fare cadere crema sul pavimento: per assicurarsi un anno dolce, pieno di buona sorte e magari di denaro, è un’usanza che proviene direttamente dalla Svizzera.